Catalogo rari

La Biblioteca custodisce il ‘corpus’ della collezione di libri appartenuta a Luigi Einaudi, si tratta di circa settemila volumi rari, che costituiscono una delle raccolte più pregiate al mondo di opere di economisti, quasi sempre rappresentati nelle loro prime edizioni,  descritte nei due volumi del Catalogo della biblioteca di Luigi Einaudi: opere economiche e politiche dei secoli XVI-XIX, curato da Dora Franceschi Spinazzola, pubblicato nel 1981 e  aggiornato con un volume di Supplemento nel 1991, utilizzato come reference book nelle grandi biblioteche di tutto il mondo. Possono essere consultati a questo indirizzo.

Lungo l’arco della sua vita,  Einaudi aveva messo insieme una raccolta straordinaria di libri rari, soprattutto di economia, ma anche di filosofia politica e di storia, in particolare storia del Piemonte. Einaudi stesso in Viaggio tra i miei libri spiega come si era andata formando la sua biblioteca: «La raccolta privata […] è come lo specchio del raccoglitore. Contiene il materiale dei suoi studi, gli amici spirituali nella cui compagnia egli visse, fa conoscere di quali autori e di quali problemi egli si sia interessato. Essa ha un’anima».
Tra i temi privilegiati dalla raccolta einaudiana spicca particolarmente la fisiocrazia: in nessuna parte del mondo, se non in Francia, è possibile rintracciare un gruppo più completo di scritti degli economisti fisiocratici.

Di grande importanza risulta anche la raccolta di opere degli economisti classici: oltre alla prima edizione dei Political discourses di David Hume (1752), c’è quella di leggendaria rarità dell’Essay sur la nature du commerce en général di Richard Cantillon (1755), la cui storia bibliografica ha dato origine a molte disquisizioni.

Gli economisti classici inglesi sono adeguatamente rappresentati: di Adam Smith possiamo contare ben ventisette titoli: è presente la Theory of moral sentiments del 1759; mentre della Wealth of nations ci sono la prima e la seconda edizione (1776 e 1778), le Addictions and corrections alla prima e alla seconda edizione (1784) oltre alla prima traduzione francese sulla seconda edizione originale (1781). Di David Ricardo, Einaudi possedeva la prima (1817) e la terza edizione (1821) di On the principles of political economy and taxation. Ancor più raro è il fondo relativo a Thomas Malthus: tra le varie opere ricordiamo la prima edizione su carta azzurra de An essay on the principles of population (1798) e la prima e la seconda edizione dei Principles of political economy (1820 e 1836). Anche i Mill sono presenti con diverse opere nella biblioteca: di James ci sono gli Elements of political economy, nella prima, seconda e terza edizione (1821, 1824 e 1826); di John Stuart ci sono ben venti titoli con molte  prime edizioni, tra le quali i Principles of political economy del 1848 e le Unsettled questions del 1844.

Un altro importante nucleo di libri riguarda le opere di economisti italiani del Settecento e del primo Ottocento. La raccolta è pressoché completa con le prime edizioni di Beccaria, Verri, Gioia, Bosellini, Fuoco, Scialoja, Ferrara e di altri autori importanti.

Infine tra le altre opere di grande rarità che riscuotono un interesse ancora maggiore da parte degli studiosi del pensiero economico, citiamo l’Alitinonfo di Gasparo Scaruffi, apparso per la prima volta nel 1582, il Breve trattato delle cause che possono far abbondare li regni d’oro e d’argento… di Antonio Serra, pubblicato nel 1613 e ancora la prima edizione Della moneta. Libri cinque dell’abate Galiani, stampato nel 1751 (con data di stampa errata 1750 in frontespizio).