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La sede
Una galleria fotografica
della sede
Dal
luglio 1970 la Fondazione Einaudi
ha sede, per concessione della Fiat
che ne è proprietaria, nello storico Palazzo
d'Azeglio, situato nel centro di Torino, in Via
Principe Amedeo 34.
Il palazzo
nasce nel 1679, su progetto
di Michele Angelo Garove,
nel quadro del secondo ampliamento della città, iniziato
da Amedeo di Castellamonte
nel 1673. L'edificio
era originariamente situato nel recinto nuovo di Po, su un'area
a forma di rettangolo lungo e stretto, i cui confini erano:
a nord la "contrada delle
Marolles", poi detta "del
Teatro d'Angennes", oggi Via
Principe Amedeo; a est la "contrada
di Santa Pelagia", oggi Via
San Massimo; a sud la piazza
detta "Carlina" e la "contrada
del Moro", oggi Via
Des Ambrois; a ovest altre proprietà.
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La Fondazione
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Il palazzo fu modificato
più volte, ma gli interventi più incisivi, che
ne mutarono significativamente l'aspetto, furono due. Innanzitutto
l'ingrandimento voluto nel 1788
da Ludovico Giuseppe Arborio
di Gattinara e di Breme, che aveva acquistato l'edificio
da Francesco Amedeo Roero di
San Severino e di Sciolze.
Il marchese di Breme
diede corso a radicali lavori di ampliamento e restauro e li
affidò a Filippo Castelli.
Dopo alcuni cambi di proprietà, il palazzo fu ereditato
da Roberto d'Azeglio,
che nel 1845 commissionò il rifacimento e la sopraelevazione
della facciata meridionale all'architetto Barnaba
Panizza. |
L'edificio
fu quindi acquistato nel 1919
da Giovanni Agnelli,
in occasione delle nozze della figlia Tina con Carlo Nasi e
anche in questa circostanza il complesso immobiliare fu modificato,
ma limitatamente alla distribuzione degli spazi interni.
Nel corso della seconda guerra mondiale Palazzo d'Azeglio
ospitò la Presidenza e l'Ufficio Bilanci della FIAT e
subì danneggiamenti, tempestivamente restaurati. Il 6
agosto 1946 il palazzo venne formalmente "vincolato", con
notifica ministeriale, ai sensi della legge n. 1089 del giugno
1939 sulla tutela dei beni di interesse storico e artistico.
Ereditato l'edificio, Emanuele Nasi intraprese nel 1953
nuovi lavori di ristrutturazione dell'assetto interno, su progetto
di Tommaso Buzzi, che
sostituì tra l'altro la vecchia scala dell'ala nord con
l'attuale scenografico scalone
formato dall'intreccio di due
rampe a spirale.
Il 19 aprile 1968 Emanuele
Nasi cedette il palazzo alla Fiat,
che per breve tempo vi ospitò la sede della Fondazione
Giovanni Agnelli.
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Palazzo d'Azeglio
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| Un ulteriore
intervento di ristrutturazione degli spazi interni ebbe luogo
nel luglio 1970, quando
l'architetto Amedeo Albertini
curò il progetto di restauro che consentì l'insediamento
nel palazzo delle attività e dell'ampia biblioteca della
Fondazione Luigi Einaudi.
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