Storia

La Fondazione sorse nel 1964, con l’obiettivo di creare un’istituzione culturale capace di mettere a frutto, con la massima flessibilità operativa, un grande patrimonio culturale nell’ambito delle scienze socio-economiche. Gli interessi storici, economici e sociologici, che erano stati al centro della lunga operosità di Luigi Einaudi e che si riflettevano nella sua vasta biblioteca, nell’Italia di quegli anni erano ancora discipline minoritarie. Lo scopo della Fondazione non era però di mera conservazione del lascito culturale einaudiano, che anzi si voleva recuperare come risorsa attiva nello sforzo di favorire l’evoluzione e il rinnovamento degli studi economici, storico economici e sociali.

Al momento della sua costituzione, la Fondazione poté avvalersi del supporto finanziario dei suoi enti promotori: la Provincia e il Comune di Torino, la Cassa di Risparmio di Torino, l’Istituto Bancario San Paolo di Torino e della FIAT, unitamente alla Famiglia Einaudi. Fin dai suoi inizi, inoltre, la Fondazione ha potuto contare anche sul sostegno della Fondazione Enrico e Agostino Rocca e della Banca d’Italia.

A questi primi contributi si sono aggiunti successivamente quelli dello Stato, del Ministero dei Beni culturali, della Regione Piemonte e della Camera di commercio di Torino, nonché di molti istituti finanziari privati e la San Giacomo Charitable Foundation.

Nei decenni di attività, la Fondazione Einaudi ha concretamente contribuito, con borse di studio e contributi di ricerca, alla formazione post-universitaria di oltre 650 giovani studiosi. Non meno della metà dei beneficiari dei contributi ha utilizzato le risorse della borsa di studio per avviare ricerche in università straniere, quali Cambridge e Oxford nel Regno Unito e Harvard, Princeton e Stanford negli Stati Uniti.

Fin dalle origini, infatti, la Fondazione ha ravvisato uno dei suoi compiti prioritari nella costituzione di un circuito internazionale della cultura. Il carattere della Fondazione come centro in cui si integrano le attività di ricerca con quelle di documentazione è il risultato dell’azione di guida del suo Comitato Scientifico, in cui appaiono numerosi i nomi di studiosi celebri, sia sul piano accademico che per le alte cariche pubbliche ricoperte.

Un ricordo particolare meritano qui gli scomparsi, che contribuirono in misura non indifferente alla riuscita della Fondazione: innanzitutto Mario Einaudi, che ne fu presidente per i primi vent’anni e Luigi Firpo, che fu sovrintendente della Biblioteca e dell’Archivio storico, nonché Marino Berengo, Federico Caffè, Franco Momigliano, Claudio Napoleoni, Alessandro Passerin d’Entrèves, Rosario Romeo, Piero Sraffa e Franco Venturi.

Lo Statuto originario (1966) della Fondazione ha subito successive variazioni e il testo in vigore è quello modificato nel 2013 (vedi il documento a questa pagina).