Luigi Einaudi

Luigi Einaudi nasce a Carrù (Cuneo) il 24 marzo 1874.

Nel 1893 pubblica il suo primo articolo sulla distribuzione della proprietà agricola in Dogliani, il paese della madre al quale rimarrà profondamente legato per tutta la  vita e nel quale la famiglia si era trasferita nel 1888 dopo la morte del padre.

A soli 21 anni si laurea in economia presso la Facoltà di giurisprudenza di Torino, con una tesi sulla crisi agraria in Inghilterra. L’anno successivo, 1896, inizia a collaborare con «La Stampa».

Nel 1900 è redattore della rivista “La Riforma sociale”, della quale diventa direttore nel 1908, e pubblica il suo primo libro “Un principe mercante. Studi sull’espansione coloniale italiana”. Due anni dopo diviene professore ordinario di scienza delle finanze all’Università di Torino.

Nel 1903 sposa Ida Pellegrini, dal cui matrimonio nascono cinque figli (Mario, Roberto e Giulio e altri due morti in tenera età) e inizia la collaborazione con il “Corriere della Sera”, sulle cui pagine per oltre un ventennio svolge una funzione fondamentale di formazione e orientamento dell’opinione pubblica.

Dal 1908 è il corrispondente italiano dell’«Economist» di Londra. Su designazione del governo Nitti, nel 1919 è nominato senatore del Regno. Sebbene all’inizio guardi senza ostilità il movimento dei fasci, con il delitto Matteotti nel 1924 si schiera contro il fascismo dalle colonne del “Corriere della Sera” con l’articolo “Il silenzio degli industriali”. L’anno successivo si dimette dal quotidiano per protesta contro la rimozione dalla direzione di Luigi Albertini imposta da Mussolini.

Nel 1935 “La Riforma sociale” viene fatta chiudere dal governo fascista e, l’anno seguente, Einaudi fonda la “Rivista di storia economica”. Nominato rettore dell’Università di Torino alla caduta della dittatura  fascista, dopo l’8 settembre è costretto a rifugiarsi in Svizzera.

Nel 1945 il governo Bonomi lo nomina governatore della Banca d’Italia e nello stesso anno diventa membro della Consulta nazionale. Eletto deputato alla Costituente, prende parte all’elaborazione della Costituzione della Repubblica.
Nel 1947 è vice-presidente del Consiglio e ministro del Bilancio del quarto governo De Gasperi.
Nel 1948 viene eletto Presidente della Repubblica. Muore a Roma il 30 ottobre 1961.