L’EREDITÀ DI GIANNI AGNELLI A CENTO ANNI DALLA NASCITA

di Domenico Siniscalco

Cento anni fa, il 12 marzo 1921, nasceva a Torino Gianni Agnelli, una figura straordinaria di imprenditore, cittadino del mondo, amante delle arti e dello sport, celebre per la sua grandissima curiosità intellettuale. Era nato in una famiglia di grande borghesia industriale con una forte esposizione internazionale. A Torino lo si vedeva abbastanza di frequente. In automobile, quando, guidando di persona, andava nel suo ufficio di corso Marconi; allo stadio; all’inaugurazione di mostre d’arte. Ma lo potevi incontrare a Venezia all’alba in piazza San Marco, a New York, al Sestriere o al Corviglia; spesso in mare in barca a vela. Nelle conversazioni occasionali era sempre gentilissimo e genuinamente curioso.

In questi giorni, con l’occasione del centenario, il ricordo di Gianni Agnelli è vivo e si ritrova su molti media. Ma la sua eredità per il futuro è ancora più viva in un mondo che pure è andato molto avanti: il suo segno permane nel sistema delle alleanze internazionali dell’Italia; nel suo impegno nell’auto e nella manifattura; nella passione per i giornali; nel calcio e nello sport; nell’arte; nel suo modo di rapportarsi alle istituzioni italiane, europee e globali.

Nel 1971, cinquant’ anni or sono, Gianni Agnelli decise personalmente di affidare in comodato alla Fondazione Luigi Einaudi, Palazzo d’Azeglio in via Principe Amedeo a Torino. Di quella decisione esiste ancora il contratto di comodato firmata da lui. Nella sede di Palazzo d’Azeglio, la Fondazione è rimasta sino ad oggi con la sua biblioteca, i suoi studiosi e i suoi oltre mille borsisti. Più di una volta lo stesso Gianni Agnelli venne a Palazzo d’Azeglio per incontri e convegni.

Oggi, la Fondazione si candida ad aggregare un polo umanistico in città e a digitalizzare la propria biblioteca che, partendo dal fondo di Luigi Einaudi, raggiunge i 267.000 volumi e oltre 3.800 testate di riviste.

La Fondazione è oggi impegnata a sviluppare questa strada, ed è profondamente grata a Gianni Agnelli e suoi eredi per il loro sostegno, che ha contribuito a fare della nostra istituzione un punto di riferimento libero e indipendente per la ricerca nelle scienze sociali. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la lungimiranza e la liberalità di Gianni Agnelli, perché le istituzioni culturali si identificano sempre con i luoghi che le ospitano.